CHI SONO

Mi chiamo Chiara Procaccini, sono un’insegnante certificata di Hatha, Vinyasa Flow e Yin Yoga.
Ho studiato Scienze della Comunicazione, adoro il cinema (argomento della mia tesi di laurea) e non so cucinare, nonostante l’impegno profuso con costanza e abnegazione.
Vedo la pratica dello yoga, e del movimento in generale, come un momento di libertà e di riappropriazione dell’io. Non condivido gli stereotipi legati allo yoga occidentale e sono consapevole che tutto ciò che ruota intorno al mondo del wellness sia un privilegio destinato a pochi. Non sono fedele a nessun grande maestro della tradizione, non perché non sia loro riconoscente, lo sono eccome, ma perché semplicemente non sono mai riuscita a sceglierne solo uno, i dogmi, in qualsiasi ambito, non fanno per me.Ho scelto, invece, come maestri tutti coloro che hanno contribuito alla mia crescita: da Scorsese, alla professoressa di Inglese delle medie, passando per Emily Bronte, Gene Wilder e Battiato, Amici e parenti più cari sono i miei fari nella notte. Mio figlio Teo è senza dubbio la fonte di ispirazione più grande.
Credo che una mente aperta, un giusto senso critico e un profondo rispetto per le diversità siano il segreto per una vita giusta.

Ho lavorato come speaker radiofonica, receptionist, creativa in una società di audiovisivi e operatrice aeroportuale.

Nel 2018 ho fondato Sardinia Yoga Experience, associazione che promuove lo yoga, la vita nella natura e le vacanze in Sardegna.

Sono parte del team dell’Is Benas Surf Club, ogni estate insegno yoga a tutti gli aspiranti surfisti della scuola di surf.

 

Perchè la formica atomica?

La formica atomica è un cartone animato creato nel 1965, trasmesso dalle televisioni italiane fino alla metà degli anni’80, di cui ero follemente innamorata. Non ha mai goduto di grande popolarità, anzi credo si possa tranquillamente affermare che fosse uno dei primi esempi di animazione indie. Il protagonista era una formica supereroe dotata di incredibile forza, un esserino vigoroso, coraggioso e giusto. Il contrasto tra le sue dimensioni e la potenza di cui era capace generavano, nella me bambina, grande meraviglia. Forse all’epoca avevo già intuito che non avrei mai avuto un fisico possente o che per descrivermi si sarebbe sempre usato il termine “minuta”, fatto sta, che durante la prima lezione di educazione fisica alle medie mi guadagnai il soprannome de La formica atomica e quello è rimasto fino a oggi.
Quindi la formica atomica sono io, Chiara.

Inoltre, fin dall’inizio, ho trovato affascinante il contrasto tra questi due termini (formica-atomica), che hanno sempre evocato in me un doppio significato. Da un lato l’aspirazione alla dualità leggerezza-forza, dall’altro la possibilità di comprendere ciò che è macroscopico attraverso l’osservazione di ciò che è microscopico, perché come diceva Niccolò Tommaseo: “Giova ad intendere le cose grandi studiare le piccole”. Insomma La Formica Atomica è un semplice soprannome e un cartone animato poco famoso, ma mi piace pensare abbia tutte le carte in regola per diventare qualcosa di più.

live what you love